La Collina di Maria

La Collina di Maria, il posto più bello del mondo.

C’è una cosa che mi è accaduta da un anno e mezzo a questa parte e che mi ha rivoluzionato la vita o, forse il modo di pensare. Ho stretto un sodalizio con Maria, mia vicina di casa, una ragazzina – nei suoi 84 anni – per quel senso di meraviglia che sa trovare nelle più piccole cose.
Parlando, un giorno, mi ha raccontato, del suo pezzo di terra in collina – che è espressione di ambienti diversi dal bosco, al pioppeto, al frutteto fino all’orto – incuriosendomi a tal punto che mi sono offerta di  accompagnarla alla prima occasione. Galeotta fu quella prima volta, a cui ne stanno seguendo molte altre!

“Posso accompagnarti ancora, ogni volta che vuoi. Per me sarebbe un’ottima occasione per imparare da te  a gestire un orto e leggere, di stagione in stagione, i messaggi della natura!” – mi sono premurata di dirle dopo essere letteralmente atterrata in quel paradiso terrestre, a una quindicina di km da casa. “Sarebbe bello anche per me!” – mi ha risposto. Affare fatto. Da quel momento siamo diventate inseparabili, cadenzando le nostre salite in collina in funzione delle necessità dell’orto, il più bisognoso di intervento umano.  Ho osservato molto questa donna e i suoi gesti sapienti, l’ho emulata nel mio possibile. Sotto i nostri occhi hanno iniziato a scorrere le stagioni con i loro frutti.
Ho preso via via confidenza con quella terra che inizialmente era un lontano ricordo di bambina, quando andavo nel rigoglioso orto coltivato dal mio papà per noi a fare incetta di fragole ma anche a cavare carote da sgranocchiare. 

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