
Affascinata sempre da chi esprime la propria creatività modellando o assemblando la materia, ricerco spasmodicamente oggetti e accessori che siano frutto di particolare ingegno umano. Sono una frequentatrice seriale di mercatini di artigianato vero...
Il fatto a mano
Affascinata sempre da chi esprime la propria creatività modellando o assemblando la materia, ricerco spasmodicamente oggetti e accessori che siano frutto di particolare ingegno umano.
Sono una frequentatrice seriale di mercatini di artigianato vero ma anche vintage, dove riesco – senza impegnarmi troppo – a scovare qualcosa, piccolo o grande che sia, che faccia per me.
Ho una montagna di cassetti e cassettini che traboccano di collane, spille, anelli, bracciali e, nonostante questo, non arresto la mia caccia! Se fosse oro sarai già andata in rovina, ma l’oro non è la mia fissa. Più il materiale è povero e più mi entusiasma. Il materiale…passione che mi accomuna alla mia mamma. Quanti mega allestimenti a tema in casa nostra nel corso degli anni! Così abbiamo battezzato Natali, Pasque, feste speciali. Ne abbiamo combinate veramente tante con l’Alba! Macchinate di roba, anche dalla natura, hanno preso forma dalle nostre mani. Benevoli follie che ci hanno fatto anche ridere molto.
Oggi nella casa di famiglia, , svetta– a mo’ di scultura – un gigante faro tridimensionale, alto due metri, che avevamo realizzato insieme a mio fratello Luca per un allestimento natalizio a tema mare.

Il mio biglietto da visita
Altra mia passione sono le montature di occhiali, che indosso da qualche anno.
“Dato che li devo portare – mi sono detta – giochiamo anche con questi”. Ci mancava altro che trovassi dei pusher perfetti per me che non mi deludono mai. Loro stessi si superano continuamente. E io mi lascio sorprendere. Quando voglio premiarmi, periodicamente, so come farlo. Ed è un piccolo rito: mi fisso un appuntamento e vado a fare le prove. Secondo copione mi fanno accomodare al tavolino, selezionano per me una decina di occhiali e inzio le prove. Accantoniamo quelli preferiti e passiamo alla prova di un’altra decina, finché non mi chiarisco le idee e passo alla valutazione finale.
È così che sta crescendo una piccola collezione di occhiali, che scelgo di indossare a seconda dell’umore, di come sono vestita ma anche di chi incontro. Sì, chi sto per incontrare lo penso ma non lo studio, preferisco scoprilo al momento. Mi può ispirare un colore acceso o una forma quadrata, decisa.
Mi identifico con la bizzarria delle montature: una si ispira ad un quadro del Moma, un’altra ha una barra che fa le veci delle sopracciglia, un’altra ancora una leggera asimmetria tutta giapponese e potrei continuare…Le amo tutte, le ho scelte con cura. Ecco, ne vorrei molte di più ma, si sa, una paio di occhiali non è come una pizza.


