
L’auto-scatto è un momento di vanità o un voler tenere a ricordo quel tempo.
Di fatto un momento in cui si è soli. Nessuno in confidenza con noi è presente per farci un vanitoso primo piano. Alla fine basta impugnare il cellulare e rivolgere la telecamera a favore di noi stessi, gesto ormai connaturato in noi.
Posto volentieri questa sequenza di foto dalla Sicilia bedda, al termine di una delle intensissime giornate di lavoro, per una settimana. In movimento per l’isola. Qui, da sola.

Scelta di vita innanzitutto, che ho voluto e dovuto costruire con intensità e senza perdere tempo, che a questa professione mi ci sono dedicata non da ragazzina.
Inizi piano, studi molto, ti fai le ossa e poi puoi tenere testa da sola, per più giorni consecutivi, professionalmente parlando, all’impatto con questo variegato e plurisfaccettato mondo enogastronomico, fatto di persone che a loro volta fanno i luoghi e persino i prodotti così come li cogli.
Questi tour personali li fai quando ti sei fatto le ossa. Se no ti schianti. Vivi le giornate come un accumulatore seriale di parole e di immagini. Condividi tanto tempo con altri, altri molto diversi fra loro, con altrettanto diversi argomenti ma sempre, sempre, hai momenti in cui sei sola con te stessa. E va benissimo, così lasci sedimentare.
Il resto del tuo lavoro, dopo la raccolta, è la produzione, che è rielaborazione del vissuto e studio.
Vita non regolare, tempi di lavoro e riposo che cambiano sempre, ma tutto è scelto, voluto, accettato.
Si scrive in diversi momenti della giornata. Dipende dagli altri impegni di presenza e dalle scadenze. Si scrive di giorno, a volte nei fine settimana, a volte di sera, che concilia.
Si scrive a volte anche quando gli altri onorano i giorni di riposo, lo shopping del sabato, le feste o sono in piscina.

È un bel lavoro se sei disposto a queste cose. Non cambia le sorti dell’umanità ma, se è vissuto con impegno, considerando che amplifica come con un megafono i messaggi che raccoglie, magari lascia un piccolo segno, instilla un pensiero, innesca un’azione.
Ecco, per me scrivere è impegno, continuo a ribadirlo. Voglio essere una giornalista impegnata a non perdere tempo.
Che quello che scrivo possa sortire qualcosa per il mondo della formazione che ho a cuore, per i territori — e ciò che contengono — che devono fiorire.
Perché questo che appare frivolo è un comparto importante della nostra economia nazionale, che contribuisce a farci stare in piedi.
Amo molto una canzone: I pensieri di Zo, di Fiorella Mannoia.


